Parlare oggi di bullismo significa spingersi oltre il significato più immediato del termine, andando ad analizzare le relazioni, i contesti e i modelli culturali che lo generano. È da questa prospettiva che nasce l’handbook “Oltre il bullismo. Capire, reagire e trasformare le relazioni tra pari” di Claudio Cappotto, uno strumento educativo pensato per accompagnare ragazze e ragazzi, ma anche docenti ed educatori, in un percorso di consapevolezza e cambiamento. Il fascicolo non si limita a descrivere il fenomeno, ma ne propone una chiave di lettura più ampia, capace di mettere in relazione le dinamiche di prevaricazione tra pari con i temi delle differenze, degli stereotipi e delle disuguaglianze di genere.
La realizzazione di questo fascicolo si inserisce nel quadro del progetto Differenze 2.0, promosso dall'Uisp, che fa dell’educazione al rispetto e alla parità uno dei suoi elementi centrali. Differenze 2.0 rappresenta infatti un percorso educativo articolato, rivolto alle scuole secondarie, che attraverso laboratori, strumenti didattici e il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni mira a prevenire e contrastare la violenza di genere e tutte le forme di discriminazione. All'interno del progetto è realizzata una collana di quattro handbook didattici, pensati come strumenti operativi per studenti, docenti ed educatori. Gli handbooks prodotti all’interno del progetto, tra cui quello curato da Cappotto, diventano così strumenti concreti per lavorare in classe su questi temi, favorendo riflessione, dialogo e partecipazione. A partire da questo contesto, il fascicolo “Oltre il bullismo. Capire, reagire e trasformare le relazioni tra pari” si configura come un contributo specifico e mirato: un testo che affronta il tema delle relazioni tra pari con un approccio educativo e trasformativo, arricchito anche dalle riflessioni dello stesso autore, che aiutano a leggere il fenomeno con maggiore profondità e consapevolezza. I volumi sono stati presentati martedì 31 marzo a Roma, alla presenza degli autori e di esperte ed esperti delle tematiche discusse. Leggi l'approfondimento
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“Parlare di bullismo oggi sembra semplice, sembra qualcosa che ormai è sdoganato, ma in realtà è molto complesso perché dipende dalla prospettiva che si utilizza. Utilizzare una prospettiva di genere per parlare di bullismo, secondo me, oggi è necessario”, dice Cappotto, invitando ad andare oltre la superficie del fenomeno, interrogandosi su come si costruiscono modelli di maschilità e femminilità e su quanto questi influenzano comportamenti, relazioni e forme di violenza.
“Come impariamo a diventare maschi adeguati e femmine adeguate?”, è questa la domanda che l’autore si pone e a cui cerca di dare una risposta, “forse, la soluzione è parlare di questo, e farlo con degli strumenti educativi e psicoeducativi ci aiuta ad avere contesti scolastici, comunità, spazi di vita più inclusivi e più liberi. L'obiettivo è duplice: fornire agli studenti e alle studentesse strumenti di consapevolezza e prevenzione rispetto alle dinamiche di bullismo e offrire ad insegnanti ed educatori un supporto operativo per affrontare in classe questi temi in modo partecipato e costruttivo. Ogni capitolo include box di approfondimento, spunti di discussione e attività pratiche adattabili a contesti diversi (lezioni, laboratori, progetti di educazione civica, sportelli d'ascolto). L'obiettivo didattico è promuovere nelle scuole un clima relazionale fondato su rispetto, empatia e corresponsabilità, contrastando i meccanismi di esclusione e le modalità oppressive. Il linguaggio è narrativo, neutro rispetto al genere e favorisce il dialogo aperto sulle differenze, sui diritti e sulla cittadinanza attiva".
Contrastare la violenza,dunque, non significa solo intervenire sui comportamenti, ma lavorare sulle relazioni, sui linguaggi e sulle culture che li generano. In questo, il ruolo delle giovani generazioni è decisivo. Non è necessario solo prevenire il bullismo, ma costruire comunità educanti capaci di accogliere le differenze, riconoscere i diritti e promuovere il benessere di tutte e tutti. (A cura di Francesca Spano)